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| Federico Rondolini Quartet – Blooming |
Federico Rondolini Quartet – Blooming (Emme Record Label, 2026)
Un esordio sincero, tra melodia e libertà
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| Federico Rondolini Quartet – Blooming |
Federico Rondolini Quartet – Blooming (Emme Record Label, 2026)
Un esordio sincero, tra melodia e libertà
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| Enzo Favata – Ritornare |
Enzo Favata – Ritornare (ECM, 2026)
Tra radici mediterranee e orizzonti lontani
Un album che mi ha conquistato fin dai primi ascolti, per il modo in cui Enzo Favata porta nella sua musica la Sardegna, il Mediterraneo e suggestioni provenienti da altre culture. Il risultato è un insieme ricco di colori, nel quale ogni strumento mantiene una voce ben riconoscibile.
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Daveform Quintet feat. Kurt Rosenwinkel - Blue Waves |
Daveform Quintet feat. Kurt Rosenwinkel - Blue Waves (Autoproduzione, 2026)
Quando la musica nasce dal confronto
Ci sono dischi che attirano l'attenzione già dalle prime note e Blue Waves è uno di questi. Il Daveform Quintet, formazione ungherese di Budapest, costruisce una musica ricca di cambiamenti e lascia a Kurt Rosenwinkel, chitarrista statunitense, lo spazio per inserirsi con la sua chitarra elettrica, senza alterare l'equilibrio della formazione. Pianoforte, tromba, sax, contrabbasso e batteria rimangono sempre parte essenziale del racconto, mentre la presenza di Rosenwinkel apre nuove possibilità all'interno dei brani.
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| Prison Songbook – 5049 |
Prison Songbook – 5049 (Autoproduzione, 2026)
Il blues carcerario tra storie e voci
Un altro bel disco di blues arriva sulle pagine di Redapolis. Dopo essermi occupato dell’ottimo Fango dei Delta Mud (leggi qui), torno a parlare di Marco Vignazia, questa volta insieme a Sara Piolanti, per raccontare un progetto che affronta il blues da una prospettiva particolare: quella del blues carcerario, delle sue storie e delle persone che le hanno vissute.
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| Nicola Fazzini & Giovanni Maier – Herbarium Sonorum |
Nicola Fazzini & Giovanni Maier – Herbarium Sonorum (Nusica.org, 2026)
Il suono libero di due musicisti in dialogo
L'incontro tra Nicola Fazzini al sax alto e Giovanni Maier al contrabbasso mi conduce subito verso una musica nella quale l'ascolto reciproco diventa il punto di partenza. Herbarium Sonorum, pubblicato da nusica.org con il contributo di Nuovo IMAIE, raccoglie undici improvvisazioni nate senza una scrittura preventiva e registrate in una sola giornata nello stavolo di Nello Schneider a Curiedi, in Carnia. Un ambiente di pietra e legno, lontano dalla consueta dimensione dello studio di registrazione, che sembra offrire il contesto ideale per lasciare che la musica prenda forma momento dopo momento.
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| Giorgio Bussolin – Fossils |
Giorgio Bussolin – Fossils (Autoproduzione, 2026)
Dieci piante fossili diventano il racconto di una musica che resiste
Ci sono album che attirano l'attenzione già per l'idea da cui nascono, e Fossils è uno di questi. Giorgio Bussolin, pianista, organista e compositore, parte da dieci piante fossili e affida a ciascuna un brano, trasformando nomi apparentemente lontani dalla musica in altrettante tappe di un percorso tra Progressive Rock, Art Rock e scrittura sinfonica. Pubblicato il 25 agosto 2026, Fossils guarda a un passato molto remoto, ma trova proprio nella capacità della natura di resistere ai cambiamenti un modo per parlare anche dell'uomo e del tempo che stiamo vivendo.
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| Asymmetric Universe – A Memory And What Came After # Deluxe Edition |
Asymmetric Universe – A Memory And What Came After # Deluxe Edition (InsideOut Music, 2025 / 2026)
Tra energia e melodia, oltre i confini del Progressive
L'anno scorso mi era sfuggito questo ottimo lavoro degli Asymmetric Universe e oggi, ad un anno di distanza, ho finalmente l'occasione di recuperarlo grazie alla pubblicazione della Deluxe Edition. A Memory and What Came After è un album che mi ha colpito per la capacità di mettere una notevole preparazione strumentale al servizio della musica, senza lasciare che la tecnica prenda mai il sopravvento. Un ascolto nel quale progressive metal e jazz fusion trovano un equilibrio personale, tra energia, melodia e ricerca.
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| Pete Roth Trio – Group Chat |
Pete Roth Trio – Group Chat (Winterfold Records, 2026)
Tre musicisti, una conversazione sul palco, tutta la libertà dell'improvvisazione
Ascoltando Group Chat si capisce subito che il rapporto tra i musicisti e il pubblico è parte integrante di questo progetto. Gli applausi che accompagnano i brani del CD non sono un dettaglio marginale: ricordano continuamente che questa musica nasce sul palco, dentro una situazione reale, dove ogni frase può diventare l'inizio di una nuova direzione.
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Kim Chin-Gibbons – Coming Out, Math-Rock & Mourning Murder |
Kim Chin-Gibbons – Coming Out, Math-Rock & Mourning Murder (Bright Castle Records, 2026)
Tra ricerca musicale, vita vissuta e memoria
Ci sono dischi che nascono da un lungo percorso di scrittura e altri che sembrano raccogliere dentro di sé una parte importante della vita di chi li ha realizzati. Coming Out, Math-Rock & Mourning Murder appartiene a questa seconda categoria. Kim Chin-Gibbons ha lavorato a questo progetto per più di cinque anni, costruendo un album nel quale la complessità della chitarra convive con una scrittura personale, diretta e profondamente legata alle esperienze raccontate.
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Daniele Scardovi – Controcorrente |
Daniele Scardovi – Controcorrente (Autoproduzione, 2026)
Melodie delicate, ricordi lontani, emozioni al bouzouki
Ci sono dischi che chiedono semplicemente di essere ascoltati con calma. Controcorrente, primo album solista di Daniele Scardovi, è uno di questi. È un vero tuffo nella musica acustica, un ascolto che sembra quasi disintossicare dalle tossine di questi tempi difficili e riportare per qualche momento a una dimensione più semplice, fatta di suoni, silenzi e melodie.
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| Compassionizer – The Faithful of the Land |
Compassionizer – The Faithful of the Land (ArtBeat Music, 2026)
Una musica libera che trasforma la ricerca in emozione
Ci sono album che chiedono un ascolto attento, perché non seguono percorsi facilmente prevedibili. The Faithful of the Land, quinto album dei Compassionizer, appartiene a questa categoria: un lavoro nel quale Ivan Rozmainsky e i musicisti coinvolti uniscono composizione, sperimentazione e una dimensione meditativa, senza rinunciare a strutture articolate e continui cambi di direzione.
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| Last Knight – The Lords of Wisdom Reconquista (Part I): Asturias |
Last Knight – The Lords of Wisdom Reconquista (Part I): Asturias (Somnus Media, 2026)
Tra storia, musica e memoria, un viaggio nel cuore della Reconquista
Il nuovo lavoro dei Last Knight mi ha colpito soprattutto per il modo in cui la musica accompagna una vicenda storica così lunga e complessa. The Lords of Wisdom 1 – Reconquista (Part I): Asturias), pubblicato il 20 maggio 2026 da Somnus Media, segue le prime fasi della Reconquista, dalla nascita del Regno delle Asturie alla progressiva formazione dei regni cristiani della Penisola Iberica. Un progetto internazionale in cui musica e immaginazione procedono insieme, trasformando questa pagina della storia in un percorso musicale.
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| Stick Men – Let’s THRAK Again (REEL ONE) |
Stick Men – Let’s THRAK Again (REEL ONE) (Autoproduzione, 2026)
Gli Stick Men tornano nel segno di THRAK
Ci sono album che nascono da un incontro particolare tra musicisti e altri che portano con sé una storia precisa. Let’s THRAK Again (REEL ONE) appartiene a entrambe le categorie. Gli Stick Men, Tony Levin, Pat Mastelotto e Markus Reuter, tornano con un nuovo lavoro in studio che guarda dichiaratamente a THRAK, lo storico album dei King Crimson del 1995, senza limitarsi però a riproporne semplicemente la formula.
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BUBU – El Último Cortejo |
BUBU – El Último Cortejo (Disques Plusqueréel, 2026)
Il ritorno di un suono senza tempo
Ci sono ritorni che arrivano dopo molto tempo e portano con sé una storia che non si è mai veramente conclusa. È il caso dei BUBU, formazione argentina nata attorno alla figura di Daniel Andreoli e legata a uno dei dischi più particolari della storia del progressive rock sudamericano: Anabelas pubblicato nel lontano 1978. Dopo otto anni di silenzio discografico, la band torna con El Último Cortejo, un album che guarda al passato senza limitarsi a ripeterlo.
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| Eternal Wanderers – Alternative Histories |
Eternal Wanderers – Alternative Histories (Auotoproduzione, 2026)
Tra universi possibili, misteri quantistici e vertigini cosmiche
Ci sono album che partono dalla scienza per trasformare teorie e concetti in qualcosa di diverso, affidandosi alla musica per aprire nuove possibilità. Alternative Histories degli Eternal Wanderers nasce proprio dall’incontro tra pensiero scientifico, immaginazione e musica. Pubblicato l’8 settembre 2026, l’album prende spunto dalle idee e dai libri di Stephen Hawking, in particolare The Grand Design e A Brief History of Time, utilizzando alcune espressioni tratte dalle sue pagine come punto di partenza per otto composizioni.
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| Tommaso Genovesi – Guardando Oltre |
Tommaso Genovesi – Guardando Oltre (Caligola Records, 2026)
Jazz contemporaneo tra struttura, libertà e nuove prospettive
Ci sono titoli che descrivono un disco e altri che sembrano quasi suggerire come ascoltarlo. Guardando Oltre appartiene alla seconda categoria. Il nuovo lavoro del pianista e compositore Tommaso Genovesi nasce infatti da un'idea precisa: non fermarsi alle apparenze, mettere in discussione le risposte già confezionate e cercare, attraverso la musica, un altro modo di osservare la realtà.
| Celeste - Prince Of One Day |
CELESTE — Prince of One Day (50th Anniversary Edition)
Cinquant’anni di progressive italiano tra memoria, poesia e atmosfere senza tempo
Cinquant’anni dopo, certe storie non finiscono: semplicemente aspettano di essere riascoltate con orecchie diverse. È quello che accade con Prince of One Day, la nuova veste internazionale di Principe di un Giorno dei Celeste, progetto nato dalla visione di Ciro Perrino e oggi riproposto per il cinquantesimo anniversario della sua concezione originale.
The Wine Barrels – Tales From Pianura Padana (2026)
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The Wine Barrels – Tales From Pianura Padana |
Rock ’n’ roll, blues e polvere di Pianura
Ci sono dischi che arrivano da lontano e altri che, curiosamente, sembrano arrivare da molto vicino. Tales From Pianura Padana appartiene alla seconda categoria. Lo metti in ascolto e, anche senza sapere da dove arrivino i quattro ragazzi che lo hanno registrato, hai subito la sensazione di trovarti dentro un paesaggio preciso: una strada provinciale, qualche luce nella nebbia, un bar quasi vuoto, automobili che passano e storie che continuano a scorrere ai margini.
Progressive jazz-rock tra incastri, tecnica e imprevedibilità
Isobar – Isobar V (Autoproduzione, 2026)
Uno come il sottoscritto, che ha amato i Gentle Giant e quel progressive jazz-rock capace di mettere insieme tecnica, fantasia e una sana dose di imprevedibilità, non poteva certo lasciarsi sfuggire Isobar V, nuovo album degli americani Isobar. E vi assicuro che qui c'è davvero molta buona carne al fuoco.
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| Quivira – Quivira |
Quivira – Quivira (Melodic Revolution Records, 2026)
Un viaggio tra sogni, terre lontane e musica che resta dentro
Quando ho iniziato ad ascoltare Quivira dell’omonimo progetto, pubblicato da Melodic Revolution Records, ho avuto subito la sensazione di entrare dentro un mondo ancora prima che la musica prendesse veramente forma. Sarà per quelle tastiere che sembrano disegnare un paesaggio lontano, per il pianoforte che apre continuamente nuove prospettive o per le chitarre che arrivano a dare corpo al racconto, ma questo debutto di Lisa LaRue, John Baker e Jake Livgren ha fin dall’inizio qualcosa di profondamente evocativo.
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| Vade Aratro – I Racconti Del Macero |
Vade Aratro – I Racconti Del Macero (Andromeda Relix / Lizard Records / Ma.Ra.Cash Records, 2026)
Suoni agresti, riff potenti e memoria in movimento
Ci sono dischi che sembrano arrivare da lontano e altri che, invece, portano con sé il profumo preciso di un luogo. I Racconti del Macero, quarto album dei Vade Aratro (Andromeda Relix / Lizard Records), appartiene decisamente alla seconda categoria. È un disco che nasce dalla terra, dalla memoria e da quelle estati di provincia che, guardate a distanza di anni, acquistano quasi la consistenza di un mito. Ma soprattutto è un disco che trasforma tutto questo in musica, attraverso riff potenti, ritmi ruvidi e atmosfere capaci di far riaffiorare immagini che sembravano ormai perdute.
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| Jaga Jazzist – Live with the Norwegian Radio Orchestra |
Jaga Jazzist – Live with the Norwegian Radio Orchestra (All Ape, 2026)
Quando jazz ed elettronica incontrano il respiro della grande orchestra
Ci sono dischi che sembrano nascere dalla necessità di aggiungere qualcosa e altri che, al contrario, trovano la loro forza nel dare più spazio a ciò che già esiste. Live with the Norwegian Radio Orchestra, pubblicato da All Ape, appartiene a questa seconda categoria. I Jaga Jazzist prendono alcune delle composizioni di Pyramid, pubblicato nel 2020, e le portano in una dimensione nuova, più ampia e profondamente orchestrale, senza smarrire quella libertà che da sempre accompagna il loro percorso.
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| Ilaria Capalbo – The Brightest Sun |
Ilaria Capalbo – The Brightest Sun (The Brightest Sun, 2026)
Tra jazz contemporaneo e ricerca sonora
Ci sono album che arrivano attraverso un progetto preciso, costruito nel tempo, e altri che sembrano nascere quasi da soli, seguendo un'urgenza che non permette di aspettare. The Brightest Sun della bassista e compositrice italiana Ilaria Capalbo appartiene a questa seconda categoria. Pubblicato da Bluenord Records, è un disco di jazz contemporaneo, improvvisazione e ricerca sonora, nel quale convivono free jazz, jazz-rock, rock e suggestioni sperimentali. Ma soprattutto è un lavoro che sento prima ancora di provare ad analizzarlo, perché dentro le sue note percepisco qualcosa di profondamente umano: il bisogno di fermare un momento della propria vita prima che possa cambiare ancora.
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| Jordi Farreras – Meridiano Cero |
Jordi Farreras – Meridiano Cero (Astronomy Recording Music, 2026)
Memoria di luoghi che restano
Ci sono album che ascolto e che, quasi senza accorgermene, mi fanno fermare. Meridiano Cero di Jordi Farreras è uno di questi. Fin dalle prime note ho avuto la sensazione di entrare in uno spazio fatto di ricordi, luoghi conosciuti e piccole immagini rimaste nascoste nel tempo. Non è soltanto musica: è il tentativo, delicato e profondamente personale, di tornare là dove tutto è cominciato e cercare, attraverso i suoni, qualcosa che ancora appartiene al presente.
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| Adriano Clemente - Kaleidoscope: Music For Imaginary Films |
Adriano Clemente - Kaleidoscope: Music For Imaginary Films (Dodicilune, 2026)
Jazz, prog, avanguardia e culture lontane in un viaggio lungo cinquant’anni
Mi ero già occupato di Adriano Clemente su queste pagine, in occasione del suo ottimo The Coltrane Suite And Other Impressions del 2023 [leggi quì], e ritrovarlo oggi con Kaleidoscope: Music For Imaginary Films significa tornare dentro una ricerca musicale che continua a sorprendere per ampiezza e curiosità. Ci sono musicisti che costruiscono il proprio percorso seguendo una direzione precisa e altri che, nel corso degli anni, accumulano esperienze, incontri e suggestioni fino a trasformarli in un linguaggio personale.
Also Eden – Holy Books and Credit Cards 1 & 2: Promises / Waves (EP 2026)
Due onde di progressive rock
Ci sono band che tornano dopo parecchi anni e sembrano voler recuperare il tempo perduto. Altre, invece, utilizzano quel tempo per ripensare il proprio modo di fare musica. Gli Also Eden appartengono, almeno per come li ascolto oggi, alla seconda categoria. Dopo una lunga pausa discografica, il 2026 segna il loro ritorno con un progetto particolare: Holy Books and Credit Cards, una trilogia di EP pensata come un unico percorso, nel quale osservazioni personali e sguardi più ampi sulla realtà diventano materia musicale. La band stessa descrive il progetto come una riflessione sul modo in cui la nostra percezione degli eventi, dal personale al globale, contribuisce a formarci.
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| Denise Donatelli – Take My Breath Away |
Denise Donatelli – Take My Breath Away (Savant Records, 2026)
La magia di una voce tra jazz, eleganza e sentimento
Con Take My Breath Away, Denise Donatelli torna su Savant Records con un album costruito intorno alla sua voce e a un repertorio che attraversa jazz, musica brasiliana, canzone d'autore e ballad. Un progetto ampio ma coerente, nel quale la vocalist americana affronta composizioni molto diverse tra loro mantenendo un'identità interpretativa precisa.
Alan Morse – So Many Words (Autoproduzione, 2026)
Tra ricordi, emozioni e nuove strade
Ci sono musicisti che, anche quando scelgono di allontanarsi per un momento dalla propria band, continuano a portarsi dietro un universo musicale ben riconoscibile. Alan Morse è uno di questi. Chitarrista, compositore e produttore californiano, classe 1958, è soprattutto una delle figure che hanno contribuito a costruire la storia degli Spock’s Beard, formazione nata a Los Angeles nei primi anni Novanta insieme al fratello Neal Morse, Nick D’Virgilio e Dave Meros, alla quale si sarebbe aggiunto poco dopo il talentuoso Ryo Okumoto.
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| Red Kite - This Too Shall Pass |
Red Kite - This Too Shall Pass (Is it Jazz? Records, 2026)
Jazz rock, psichedelia e oscure atmosfere nordiche
Ci sono album che arrivano dopo un periodo particolare e finiscono inevitabilmente per portarne dentro le tracce. This Too Shall Pass, il nuovo lavoro dei norvegesi Red Kite, è uno di questi. Un disco nato in un momento difficile, segnato da malattie, perdite e cambiamenti, ma trasformato dalla band in qualcosa che va oltre il semplice ricordo.
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| Advent Horizon – Falling Toghever |
Advent Horizon – Falling Together (Autoproduzione, 2026)
Tra riflessione, potenza e visioni progressive
A volte la musica diventa il modo più sincero per fermarsi, guardarsi dentro e mettere in discussione ciò che abbiamo sempre dato per certo. È da questa necessità che prende forma Falling Together, il nuovo album degli Advent Horizon, pubblicato il 15 maggio 2026. Un lavoro nato dalla riflessione sulle convinzioni che ci accompagnano fin dall'infanzia e sulla difficoltà di distinguere ciò che sentiamo davvero nostro da ciò che abbiamo semplicemente imparato ad accettare.
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| Jordsjø – Pestkrønikene |
Jordsjø – Pestkrønikene (Dying Victims Productions, 2026)
Un progressive dal cuore scandinavo
Durante il mio peregrinare estivo tra le uscite di questo periodo, mi sono imbattuto in un progetto che ha subito attirato la mia attenzione. I Jordsjø un duo che arriva dalla Norvegia e, fin dai primi lavori, che ho potuto ascoltare, hanno saputo costruire un linguaggio personale, dove progressive rock, folk scandinavo, psichedelia e hard rock si incontrano creando atmosfere sospese tra passato e presente. Una di quelle band che, dopo tanti anni di ascolti, riescono ancora a ricordarmi perché continuo a cercare nel progressive qualcosa capace di sorprendermi.
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| Koyo Bloom – Distance |
Koyo Bloom – Distance (Autoproduzione, 2026)
Dalla distanza del passato alla libertà di un nuovo inizio
Ci sono album che arrivano alla fine di un percorso e altri che, proprio mentre chiudono una porta, sembrano aprirne un'altra. Distance appartiene a entrambe le categorie. È il quarto album nella storia dei Koyo, ma il primo firmato Koyo Bloom, il nuovo nome scelto dalla band di Leeds nel 2025 per dare inizio a un capitolo diverso della propria storia.
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| Osiris - Within A Dream |
Osiris - Within A Dream (Osiris / Escape Music Ltd, 2026)
Un viaggio sonoro che nasce lontano e arriva al cuore
Mi avevano già colpito favorevolmente con Take A Closer Look del 2020 e, a distanza di qualche anno, gli Osiris tornano a confermare tutta la loro bravura con Within A Dream. Un album che ritrova una band capace di unire progressive rock, atmosfere suggestive e una forte identità culturale, portando con sé una storia musicale iniziata nel 1980 a Manama, in Bahrain. Fondati dai fratelli Mohamed e Nabil Alsadeqi, gli Osiris sono considerati la prima band di progressive rock del Bahrain e tra i pionieri del genere nell’area del Golfo Persico. Within A Dream è così un nuovo capitolo di una storia lunga più di quarant’anni, ma soprattutto la conferma di una band che ha ancora qualcosa da raccontare.
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| Karcius – Black Soul Sickness |
Karcius – Black Soul Sickness (Autoproduzione,2026)
Tra progressive rock, ricerca sonora e introspezione
Nel mio girovagare, o meglio, navigare nel web, mi sono imbattuto in un disco di una band che fino a oggi non conoscevo: i canadesi Karcius. Il titolo ha subito attirato la mia attenzione, Black Soul Sickness, settimo album in studio pubblicato nel maggio di quest’anno, un lavoro che mi ha portato dentro un progressive rock intenso e articolato, dove progressive metal, post-rock e suggestioni cinematiche si incontrano in un percorso fatto di tensione, dinamiche, melodie e improvvise aperture. Un album che affronta temi profondamente umani come perdita, ossessione, fragilità e rinascita, e che rappresenta il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con The Fold nel 2018 e proseguita con Grey White Silver Yellow & Gold nel 2022.
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| The Moondig – Cerium |
The Moondig – Cerium (Autoproduzione,2026)
Un viaggio sonoro tra luna, materia e universo
Ci sono album che sembrano nascere da un'idea musicale e altri che, invece, sembrano arrivare da un luogo più difficile da raggiungere, quasi da uno spazio sospeso tra immaginazione, scienza e sogno. Cerium dei The Moondig appartiene a questa seconda categoria. È un nuovo capitolo di quella lunga spedizione lunare attraverso la tavola periodica degli elementi che la band porta avanti album dopo album, trasformando ogni elemento chimico in un'occasione per raccontare qualcosa che va ben oltre la materia.
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| Hummings – A Place Where They Bloom |
Hummings – A Place Where They Bloom (Autoproduzione, 2026)
Un viaggio tra folk, jazz, psichedelia e progressive
Ci sono album che si ascoltano e album che, quasi senza chiedere permesso, aprono una porta. A Place Where They Bloom degli Hummings appartiene alla seconda categoria. È un disco che non cerca scorciatoie, non rincorre formule già collaudate e soprattutto non sembra interessato a dimostrare quanto sia bravo chi lo ha suonato. Al contrario, mette la tecnica al servizio dell'atmosfera, dell'emozione e di una ricerca musicale sorprendentemente libera.
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| Pattern-Seeking Animals – Grimalkin |
Pattern-Seeking Animals – Grimalkin (G.E.P. Records, 2026)
Progressive rock tra ricerca, melodia e nuove atmosfere
Ci sono dischi che sembrano chiederti semplicemente di essere ascoltati e altri che, invece, ti invitano a seguirli, lasciandoti la sensazione che dietro ogni passaggio ci sia qualcosa da scoprire. Grimalkin, il nuovo album dei Pattern-Seeking Animals, appartiene sicuramente alla seconda categoria. Pubblicato il 21 agosto 2026 da G.E.P. Records, è il sesto lavoro in studio di una formazione che ha fatto della ricerca, della melodia e della libertà compositiva alcuni dei propri tratti distintivi.